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Hybrid work: l’esperimento Message

Nell’era post-pandemia, il lavoro ibrido si configura come una valida alternativa tra il rientro definitivo in ufficio e il lavoro da casa: ecco il nostro piano per i prossimi mesi

Hybrid work: l’esperimento Message
Hybrid work: l’esperimento Message
18 Ottobre 2021

La pandemia da Covid19 ha accelerato processi di trasformazione nel mondo del lavoro, con particolare riferimento ai cambiamenti nelle relazioni, all’interpretazione del proprio ruolo in azienda, alle modalità di conduzione delle attività, al concetto di ufficio e all’utilizzo degli spazi.

Message stessa, durante il periodo pandemico, si è riorganizzata rispondendo con rapidità ed efficacia alla nuova situazione, praticando lunghi periodi di remote working totale nei quali, grazie ad una cultura condivisa e ad una comunanza di valori formatasi in anni di frequentazione, le attività sono state condotte con la consueta professionalità e autonomia.

Sarebbe tuttavia sbagliato non riconoscere anche gli ostacoli che una situazione di crisi così improvvisa ci ha presentato. Per citarne solo alcuni: colleghi con spazi a casa non adeguati, difficoltà di separazione tra attività lavorative e situazioni famigliari, overload di riunioni virtuali, disagio nel tenere saldi i legami sia all’interno dei team di progetto che all’esterno con clienti e fornitori, gestione problematica dell’onboarding e delle motivazioni dei nuovi collaboratori.
Dario Mezzaqui, Partner

 

Facendo tesoro dell’esperienza vissuta, ma riconoscendo anche i valori dello “stare insieme” come altrettanto strategici e necessari, avviamo da oggi 18 ottobre una fase sperimentale di hybrid working in un’ottica di innovazione dell’organizzazione del lavoro, fondata su una crescente autonomia e responsabilizzazione del singolo rispetto ai risultati, sulla base dei principi di maggiore flessibilità in termini di luoghi, spazi ed orari.

The new normal

Secondo l’indagine pubblicata a novembre dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, le persone che hanno lavorato a distanza nel 2020 durante la fase acuta della pandemia sono state 6,58 milioni, praticamente un terzo dei lavoratori dipendenti italiani. Dopo oltre un anno e mezzo la situazione si è fortunatamente evoluta, e l’obbligo del green pass ha consentito il riavvicinamento ad una condizione di nuova normalità. Dal 15 ottobre, infatti, a quasi 23 milioni di lavoratori è richiesta la certificazione verde - che attesta la vaccinazione, la guarigione dal Covid o un tampone negativo - per poter accedere ai luoghi di lavoro; ai datori di lavoro privati, inoltre, sono state concesse due settimane per organizzarsi in vista dei controlli da effettuare, preferibilmente all’ingresso dei lavoratori, come richiede il Dl 127/2021.

Per mesi abbiamo incentivato il lavoro da remoto e, anche dopo i primi miglioramenti, abbiamo lasciato libertà di scelta rispetto alla frequentazione degli uffici, sempre all’interno delle misure precauzionali. Ora il green pass, permettendo un accesso più controllato, ci dà la possibilità di sperimentare, nelle nostre due sedi di Milano e Ivrea, un modello ibrido tra momenti di vita in comune e giornate vissute in connessione virtuale. Saranno due mesi in cui cercheremo di capire quali attività sono più gestibili in presenza e quali invece sono meno compatibili con i nostri open space.
Elena Zambolin, Partner

 

Ragionare, ora, in modo costruttivo e collaborativo su come potremmo disegnare il new normal è d’obbligo, perché una cosa per noi di Message è certa: tornare allo status quo pre-emergenza è impossibile e poco sensato, significherebbe mettere in soffitta tutta l’esperienza accumulata in questo periodo dandole un’accezione totalmente negativa, quando invece sono ben noti anche gli aspetti positivi da essa scaturiti.

Il nostro obiettivo come azienda (del futuro)

L’obiettivo prefissato è quello di fornire una risposta concreta alle crescenti esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, attraverso modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa, nelle quali la maggiore autonomia si coniuga con un maggiore orientamento verso obiettivi e risultati, migliorando la performance e la produttività di tutti noi.

Durante il covid abbiamo pubblicato il nostro nuovo sito corporate e esplicitato il nostro purpose: Fare dell'impresa il cuore della società, a prova di futuro (Making business the heart of a future-proof society). Siamo infatti profondamente convinti che le nostre attività, focalizzate sulla brand identity, la sostenibilità, la reputazione e la comunicazione digitale, possano davvero contribuire alla trasformazione dei modelli d’mpresa. Ma la trasformazione deve partire innanzitutto da noi stessi, dalla nostra capacità di recepire ed integrare i cambiamenti sociali.
Alberto Zambolin, Presidente

 

Nell’ambito di una maggiore responsabilità sociale dell’azienda, dunque, riteniamo che un’ibridazione tra lavoro da remoto e in presenza nei nostri uffici ci permetterà anche di fornire un prezioso contributo alla gestione degli impatti ambientali sui territori, generando ricadute positive per l’ambiente attraverso la riduzione del traffico, dei consumi energetici e delle emissioni.

Vogliamo fare dell'impresa il cuore della società, a prova di futuro. Concretamente.

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